Spilamberto festeggia 40 anni di scoperte archeologiche con il ciclo di sei conferenze “ARCHEO 40, i Tesori di Spilamberto in 40 anni di scavi archeologici”

Spilamberto festeggia 40 anni di scavi e scoperte archeologiche con il ciclo di sei conferenze “ARCHEO 40, i Tesori di Spilamberto in 40 anni di scavi archeologici”

Primo incontro

Mercoledì 14 novembre 2018, ore 20.30

 L’Età del Rame e il periodo Eneolitico nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto

Spazio Eventi L. Famigli
Viale Rimembranze 19 Spilamberto (MO)

Inizia il 14 novembre il ciclo di sei conferenze promosse dal Comune di Spilamberto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna e le Università Sapienza di Roma e di Torino per celebrare i 40 anni dalle prime scoperte archeologiche nel territorio di Spilamberto. Gli incontri passeranno in rassegna i ritrovamenti spesso eccezionali avvenuti nell’area spilambertese: dallo scavo della tomba n° 1 della necropoli eneolitica del Fiume Panaro (1978) a quello recentissimo (2018) dei due pozzi romani/tardo antichi dell’ex via Macchioni. Quarant’anni di rinvenimenti, studi e divulgazione che saranno illustrati anche attraverso escursioni, competenze e laboratori che proseguiranno fino ad aprile 2019.

Mercoledì 14 novembre si parte con i saluti istituzionali di Umberto Costantini, Sindaco Comune di Spilamberto e Cristina Ambrosini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti, paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Dopo la presentazione del progetto “Archeo40: i tesori di Spilamberto in 40 anni di scavi archeologici” da parte di Simonetta Munari, Assessore alla Cultura del Comune di Spilamberto, l’archeologa della Soprintendenza Monica Miari parlerà deL’Età del Rame e il periodo Eneolitico nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

 

“Nell’alveo del fiume Panaro -spiega Monica Miari, Archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara- nei territori di Spilamberto e di S. Cesario sono venute alla luce dal 1977 ad oggi testimonianze di numerosi siti preistorici, oggetto di scavi sistematici.

È stato possibile individuare tre fasi principali d’insediamento: la prima riferibile a un aspetto piuttosto antico della cultura dei vasi a bocca quadrata (pieno Neolitico, metà del V millennio a.C.), una seconda che documenta la successione di più momenti della Cultura di Chassey-Lagozza (Neolitico recente, fine del V, prima metà del IV millennio a.C.) e una terza con la necropoli eneolitica che ha dato il nome al relativo Gruppo di Spilamberto (databile fra la metà del IV e gli esordi della seconda metà del III millennio a.C). La necropoli assume particolare rilevanza per le implicazioni sociali e rituali: di essa sono esposte in museo otto sepolture (su 39 recuperate) e la totalità dei corredi funerari. I riti di sepoltura appaiono fortemente standardizzati: inumazioni in giacitura primaria singola (un solo caso di deposizione bisoma), supina, con orientamento prevalente Est-Ovest e capo a Ovest e corredo ceramico costituito generalmente da un singolo vaso posto ai piedi dell’inumato. Tra questi si evidenzia la netta prevalenza di recipienti a squame caratteristici del Gruppo di Spilamberto anche se in sette tombe è sostituito da una brocca/boccale, di tradizione peninsulare. Tra le armi figurano cuspidi di freccia, pugnali e un’alabarda. Al momento si conoscono in Emilia occidentale tre/quattro sepolcreti di questo gruppo, non privi di significativi rapporti con le altre principali necropoli eneolitiche dell’Italia padana, quali Remedello nel Bresciano e Celletta dei Passeri a Forlì”.

 

Gli incontri proseguono lunedì 3 dicembre con “L’Età del Bronzo nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto” a cura di Andrea Cardarelli, Docente di Preistoria e Protostoria all’Università Sapienza di Roma.

Mercoledì 16 gennaio 2019 sarà la volta degli archeologi Sara Campagnari (Soprintendenza) e Donato Labate parlare di “L’Età del Ferro e il periodo romano nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”

Il 12 febbraio Maria Grazia Maioli, Archeologa Emerita della Soprintendenza, approfondirà il tema “Il Tardo Antico nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto” mentre mercoledì 13 marzo il Docente di Archeologia Cristiana e Medievale dell’Università di Torino, Paolo De Vingo, parlerà di “I Goti e i Longobardi nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

Il ciclo si chiude mercoledì 17 aprile con l’archeologo Donato Labate che illustra il tema de “L’Ospitale di San Bartolomeo nel Museo Archeologico Antiquarium di Spilamberto”.

 

Tutte le iniziative si svolgono allo Spazio Eventi L. Famigli, in viale Rimembranze 19, alle 20.30.

Ingresso libero e gratuito.

Per informazioni cultura@comune.spilamberto.mo.it

Questo gli altri appuntamenti in programma:

Lunedì 3 dicembre 2018
L’Età del Bronzo: origine, sviluppo e crisi delle Terramare
Andrea Cardarelli, Docente di Preistoria e Protostoria, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Università di Roma

Mercoledì 16 gennaio 2019
L’Età del Ferro e il periodo romano
Sara Campagnari, Funzionario Archeologo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
Donato Labate, Archeologo

Martedì 12 febbraio 2019
Il Tardo Antico e il “problema dei Tesori”
Maria Grazia Maioli, Archeologo Emerito della Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Emilia-Romagna

Mercoledì 13 marzo 2019
Continuità o discontinuità nei secoli postromani e la conquista longobarda
Paolo De Vingo, Docente di Archeologia Cristiana e Medievale, Corso di Laurea in Beni Culturali dell’Università di Torino

Mercoledì 17 aprile 2019
L’Ospitale di San Bartolomeo
Donato Labate, Archeologo

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