Castel Bolognese (Ra): Mostra itinerante “Caravaggio. L’urlo e la luce”, dall’8 al 23 ottobre 2016

A Castel Bolognese (Ra) un grande evento in omaggio al genio di Caravaggio Dall’8 al 23 ottobre 2016 Castel Bolognese ospiterà nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia una mostra che espone la riproduzione ad alta definizione di 31 capolavori dell’artista nella forma di un racconto scandito in cinque capitoli.
Aprirà i battenti a Castel Bolognese, nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Emilia 86/A, la mostra Caravaggio. L’urlo e la luce che presenta il percorso creativo del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) negli anni della svolta epocale – tra gli esordi romani e gli ultimi giorni napoletani, dal 1592 circa al 1610 – attraverso la riproduzione a grandi dimensioni e ad alta deKinizione digitale di 31 opere,
disposte in un percorso non cronologico, bensì tematico, dentro cinque ideali stanze.
Emblematico è già il titolo – L’urlo e la luce –, a sottolineare l’evoluzione del pensiero e della tecnica del Caravaggio, pittore della realtà “sporca e grafKiata”, ma anche pittore della luce della Grazia.
La mostra itinerante – curata dal professor Roberto Filippetti, studioso d’arte e letteratura – è prodotta e organizzata da Itaca, con il patrocinio del Comune di Castel Bolognese e in collaborazione con l’Istituto comprensivo C. Bassi, la scuola dell’Infanzia San Giuseppe e l’Associazione Genitori di Castel Bolognese.

La mostra sarà presentata alla cittadinanza in un incontro pubblico che si terrà venerdì 7 ottobre alle ore 21 presso il Teatrino del Vecchio Mercato (via Rondinini, 19); intervengono l’architetto Silvana Capanni, Eugenio Dal Pane, direttore editoriale di Itaca, e Giovanni Morini, assessore alla Cultura del Comune di Castel Bolognese.
Sabato 22 ottobre alle ore 17 presso la Libreria Itaca (via dell’Industria 249) si terrà l’incontro conclusivo “Storie di umanità fra ombra e luce” con don Enzo Zannoni, cappellano del carcere di Forlì, e Giuditta Boscagli, autrice del libro Il cuore oltre le sbarre (Itaca Edizioni).

La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Durante la mattina si svolgeranno visite guidate per le scuole (su prenotazione).
L’ingresso è gratuito. All’interno della mostra sarà allestito un bookshop.
Per tutta la durata della mostra sarà possibile prenotare visite guidate gratuite per gruppi anche in orari diversi da quelli di apertura. Il servizio di visite guidate è l’elemento qualiKicante della mostra, che a Castel Bolognese ha trovato un attivo coinvolgimento delle scuole: infatti ben trenta ragazzi della classe terza media dell’I.C. Bassi svolgeranno il servizio di guide, illustrando le opere caravaggesche ai loro compagni. Un modo per rendere il pittore lombardo e la sua capacità espressiva sempre più familiari alle giovani generazioni.
Per informazioni e prenotazioni delle visite: caravaggioacastelbolognese@gmail.com, cell. 335.5989185, tel. 0546.656188 (orari ufKicio).
Altre informazioni sono reperibili sul sito della mostra www.itacaeventi.it/caravaggio.

Informazioni utili
Mostra itinerante: Caravaggio. L’urlo e la luce
Luogo: Castel Bolognese (RA)
Ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia, via Emilia 86/A
8-23 ottobre 2016
Organizzatore: Itaca con il patrocinio del Comune di Castel Bolognese
in collaborazione con: Istituto comprensivo C. Bassi, Scuola dell’infanzia San Giuseppe, Associazione Genitori Castel Bolognese
Giorni e orari di apertura:
feriali solo la mattina per le scuole
prefestivi e festivi 10-12.30; 16-20
visite guidate serali su prenotazione
Ingresso liberoLa mostra Caravaggio. L’urlo e la luce racconta il percorso creativo del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) negli anni della svolta epocale – tra gli esordi romani e gli ultimi giorni napoletani, dal 1592 circa al 1610 – attraverso la riproduzione a grandi dimensioni e ad alta deKinizione digitale di 31 opere, disposte in un percorso non cronologico, bensì tematico. Ne viene la possibilità di dare uno sguardo panoramico e sincronico sui capolavori di quegli anni, nella forma di un racconto scandito in cinque capitoli.

Emblematico è già il titolo – L’urlo e la luce –, a sottolineare icasticamente la “cifra” di un percorso creativo segnato da una sempre più profonda e drammatica ricerca della verità ultima delle cose. Il visitatore è invitato a immedesimarsi in ciascuna scena e diventarne partecipe, perché in essa si mostra e accade il dramma dell’esistenza: l’urlo, ossia la problematicità del reale in cui tutto per natura precipiterebbe tragicamente nel nulla se non irrompesse la luce della Grazia a chiamare, convocare e ultimamente salvare. Dopo la prima stanza, dal titolo “Le pitture etichae” (o comiche), si entra nella seconda, “L’urlo”: i quadri proposti mostrano fortissimi contrasti, sia nelle azioni (occhi sbarrati, teste mozzate) che nei colori (rosso-nero, bianco-nero, bianco-rosso, vita-morte). Nei dipinti delle altre tre stanze – “La Madre e il Bambino”, “Il Redentore”, “I testimoni” – entra invece, quasi con prepotenza, la luce: luce pittorica, assoluta novità del suo genio, e luce di Grazia, capace di risollevare l’uomo dal baratro disastrato della sua umanità.

Il “cuore” della mostra sono le tre scene che narrano la vicenda di san Matteo in San Luigi dei Francesi a Roma, uno spettacolo teatrale in tre atti: Matteo chiamato (vocazione), per un compito (scrivere il Vangelo) e per un destino di gloria (attraverso il martirio).

«… “La vocazione di Matteo”, quel Caravaggio davanti al quale mi fermavo a lungo in San Luigi dei Francesi, ogni volta che venivo a Roma. Nessuno di quelli che stavano lì, compreso Matteo avido di denaro, poteva credere al messaggio di quel dito che lo indicava, al messaggio di quegli occhi che lo guardavano con misericordia e lo sceglievano per la sequela. Sentiva quello stupore dell’incontro. È così l’incontro con Cristo che viene e ci invita» (Papa Francesco).

La mostra è curata dal professor Roberto Filippetti, già noto al grande pubblico perché da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, letteraria e pittorica.

Questa esposizione si aggiunge alle altre mostre didattiche itineranti prodotte da Itaca, società editrice e di promozione culturale, di cui Filippetti è curatore: Il Vangelo secondo Giotto. La cappella degli Scrovegni (oltre 80 allestimenti); San Francesco secondo Giotto. Gli affreschi della basilica superiore di Assisi e Van Gogh. Un grande fuoco nel cuore. Si completa così la possibilità di incontrare un ideale trittico di pittori – Giotto, Caravaggio e Van Gogh – che, in altrettanti momenti di svolta epocale, hanno piegato il proprio genio artistico alla “messa in scena” della realtà totale, amorosamente guardata nella sua consistenza Kisica e insieme metaKisica.

Il percorso della mostra
PRIMA STANZA opere 1-3 · Le pitture ethicae
La commedia fa ridere e insieme contiene un insegnamento morale. Un po’ come le antiche favole. Così sono le pitture ethicae (o “comiche” ) del primo Caravaggio: “Dipinti che pur non essendo di soggetto devozionale esercitano una funzione morale esortando alla virtù”; “Opere che nascondono allusioni morali relative alle esperienze e alle insidie cui va incontro la giovinezza”. C’è sempre una “morale della favola” che però non pesa, perché viene suggerita quasi sorridendo.
1. Bacco · 2. La buona ventura · 3. Ragazzo morso da un ramarro

SECONDA STANZA opere 4-8 · L’urlo
Una pittura “urlata”, all’insegna del fortissimo contrasto chiaroscurale. Occhi sbarrati, con bulbi oculari che sembrano esplodere fuori dalle orbite, bocche che si aprono a dismisura, sangue che Kluisce copioso da capi mozzati.
Sangue, tanto sangue. La Decollazione del Battista è l’unica che il Nostro abbia Kirmato. E lo ha fatto col sangue che scorre dalla gola squarciata di san Giovanni: il rosso rivolo forma le lettere “f michelangelo”.
4. Giuditta che taglia la testa a Oloferne · 5. Decollazione del Battista · 6. Sacri?icio di Isacco · 7. Davide con la testa di Golia · 8. Medusa

TERZA STANZA opere 9-16 · La Madre e il Bambino
Pittore “carnale”, Caravaggio. Pittore dell’Incarnazione: dall’Annunciazione, all’Adorazione dei pastori, alla Fuga in Egitto. Nel ventre gonKio della Morte della Vergine c’è la lontana eco del Bambino, portato per nove mesi. Gesù bambino è sempre con lei – con la Chiesa – a schiacciare il serpente antico, ad accogliere i pellegrini mendicanti sulla soglia di Loreto, a generare dall’alto la carità cristiana, a indicare il gesto della consegna del santo rosario.
9. L’Annunciazione · 10. Adorazione dei pastori · 11. Riposo durante la fuga in Egitto · 12. Morte della Vergine · 13. Madonna dei Palafrenieri · 14. Madonna dei pellegrini (Madonna di Loreto) · 15. Le sette opere di misericordia · 16. Madonna del Rosario

QUARTA STANZA opere 17-21 · Il Redentore
The Passion: come Mel Gibson, Caravaggio non racconta i tre anni, ma i tre giorni, il Triduo pasquale. Poco dopo il grande miracolo della resurrezione di Lazzaro, Cristo viene catturato e Klagellato; il suo corpo morto viene deposto nel sepolcro. Ma lui, proprio lui, viene riconosciuto risorto dai discepoli di Emmaus. Risorto nella carne. E permarrà carnalmente: il sacriKicio eucaristico è evocato dal pane, dal vino e dall’acqua, lì sulla mensa.
17. Resurrezione di Lazzaro · 18. Cattura di Cristo · 19. Flagellazione di Cristo · 20. Deposizione nel sepolcro · 21. Cena in Emmaus

QUINTA STANZA opere 22-30 · I testimoni
Colui che si è manifestato nella carne di bambino, poi di uomo crociKisso e risorto, decide di permanere attraverso i testimoni: coloro che hanno vissuto quei tre anni con lui come Pietro, Matteo, la Maddalena; poi Paolo e i santi e le sante martiri, su su Kino a Francesco alter crucifixus.
Cristo chiama e conduce a dare la vita, il sangue; ma le facce dei martiri non sono stravolte e urlanti, bensì composte e colme di pace.
22. Conversione di san Paolo · 23. Vocazione di san Matteo · 24. San Matteo e l’angelo · 25. Martirio di san Matteo · 26. Croci?issione di san Pietro · 27. Seppellimento di santa Lucia · 28. Santa Caterina d’Alessandria · 29. San Francesco in estasi · 30. Maddalena penitente

EPILOGO opera 31
Con uno straordinario effetto di verità carnale, Cristo risorto afferra energicamente la mano di Tommaso e ne guida l’indice ben dentro la piaga gloriosa del costato. Cristo è risorto nella carne: non è un fantasma, una fantasia, ma è un uomo che si vede, si tocca, si sente. Corrugata nell’eccezionale tensione è la fronte di Tommaso; e l’occhio ha un’intensità tale che sembra “bucare” la piaga ed entrarvi a una insondabile profondità.
31. L’incredulità di san Tommaso

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